La storia
La Conchiglia è nata negli anni Novanta da un’intuizione di Ferruccio Cavallotto, che nel 1992 si trovò ad ospitare un’intera comunità psichiatrica nel piccolo albergo-ristorante che gestiva con la sua famiglia. Il soggiorno fu reso necessario da importanti lavori di ristrutturazione imposti dalla A.S.L. di competenza alla società proprietaria della comunità e si protrasse per quattro mesi durante i quali il ristorante fu convertito a sala comune, mentre il bar funzionò come centro di risocializzazione, conquistando spazio all’esterno nonostante lo scarso entusiasmo della popolazione locale. Questa circostanza inaspettata diede a Cavallotto la possibilità di rapportarsi in prima persona a un contesto nuovo, coinvolgente ed entusiasmante, che lo ispirò profondamente. Entrò anche in contatto con il personale tecnico della comunità ospite e in particolare con il direttore sanitario, uno psichiatra di grande esperienza che gli raccontò di quanto fosse difficile per la loro cooperativa trovare spazi abitativi idonei e persone che fossero disposte a farsi carico della gestione di strutture psichiatriche.
1993
Nel 1993, a meno di un anno dall atipico incontro, Cavallotto entrò a far parte dell’amministrazione della Società, mettendo a disposizione della Cooperativa “La Conchiglia” non solo le sue camere adibite ad albergo, ma anche la sua famiglia (composta al tempo da sua madre, suo padre, sua sorella, sua moglie e due figli): iniziò così l’attività della Comunità Famigliare per pazienti psichiatrici “La Conchiglia”, nome che evoca contenimento e protezione, con i Cavallotto come cardine logistico, organizzativo, contenitivo, rieducativo e risocializzante per gli ospiti, e con Ferruccio stesso come figura paterna di questa nuova famiglia allargata. Partita con un singolo paziente, nel gennaio 1994 la Comunità operava già a pieno regime, era convenzionata con A.S.L. e Comuni di diverse Regioni e ospitava una decina di persone.
1996
Nel 1996 fu avviato un secondo presidio di Comunità Alloggio Psichiatrica in una nuova struttura nello stesso comune, che diventò Comunità Protetta di tipo B circa tre anni dopo, con una media di 15 ospiti presenti. Nello stesso anno il Dottor Giandomenico Montinari entrò a far parte del gruppo di lavoro in qualità di direttore sanitario, portando con sé il suo metodo. Fu infatti con lui che si iniziò a sviluppare un vero e proprio progetto terapeutico, spostando lentamente il focus dal particolare all’insieme, dall’emergenza alla visione globale del percorso del singolo paziente e della comunità.
1997
Nel 1997, sulla spinta del miglioramento e della maggiore autonomia di alcuni dei pazienti, furono avviati due Gruppi Appartamento in cui furono inseriti i soggetti non ancora pronti per la dimissione, ma dotati di autonomia personale ed economica, al fine di rieducarli alla gestione del denaro e a tutte le incombenze della gestione domestica. Si completò quindi il ciclo riabilitativo che ha inizio dalla Comunità Protetta per poi passare alla Comunità Famigliare (ora Comunità Alloggio) e approdare ai Gruppi Appartamento, in prospettiva della dimissione per il rientro in famiglia o l’inserimento in nuclei abitativi protetti seguiti dalla A.S.L. mediante l’assistenza territoriale.
Nel 2003 la Cooperativa “La Conchiglia” divenne La Conchiglia S.r.l.
Una società di cui Ferruccio Cavallotto passò a ricoprire la carica di amministratore unico. Questa importante transizione segnò la fine della prima fase della storia aziendale, un decennio di sperimentazione in cui il faticoso avviamento dell’attività assistenziale fu possibile grazie a una grande fiducia nel progetto terapeutico.
Il secondo decennio di attività fu incentrato principalmente sul rafforzamento del metodo terapeutico attraverso una profonda presa di coscienza del ruolo della comunità non solo nella vita del paziente, ma anche nella rete riabilitativa sanitaria e sociale. Le riflessioni sull’approccio psichiatrico e il raffinamento metodologico sono stati resi possibili dal continuo confronto con il Dottor Montinari, che negli anni ha potuto raccogliere le sue riflessioni e i suoi studi in alcuni libri tra cui “Luoghi comuni e comunità” e “Psichiatria ad assetto variabile”.
Il culmine della seconda fase della storia aziendale fu l’inaugurazione, nel 2015, di una nuova ala della seconda struttura, grazie alla quale fu possibile unificare le due comunità in un unico grande spazio terapeutico, tutt’ora in uso, con 29 posti letto, 25 dipendenti (tra OSS, educatori, infermiere, personale di servizio e amministrativo) e consulenti psicologi e psichiatri.
Nel terzo decennio di attività la rete riabilitativa è stata perfezionata e il metodo è stato ulteriormente raffinato, lavorando sulla visione di insieme cara al Dottor Montinari e dando grande importanza al lavoro d’équipe, alla valutazione del singolo paziente e al confronto di tutte le figure professionali impegnate nella cura.
Grazie a un metodo terapeutico riabilitativo che integra le esigenze dell’individuo e quelle della comunità, La Conchiglia rappresenta una realtà d’eccellenza nel settore sanitario italiano.